Claudia Virginia Vitari: identità interstiziali

February 13, 2026 00:03:29
Claudia Virginia Vitari: identità interstiziali
Segrete. Tracce di Memoria XVIII
Claudia Virginia Vitari: identità interstiziali

Feb 13 2026 | 00:03:29

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Show Notes

Claudia Virginia Vitari ci racconta la sua opera

Intervista e montaggio di Riccardo Novaro

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Episode Transcript

[00:00:04] Speaker A: Segrete tracce di memoria 2026. [00:00:07] Speaker B: La. [00:00:15] Speaker A: Diciottesima edizione della rassegna internazionale raccontata dalle voci degli artisti. Unigiradio per Segrete Tracce di Memoria 2026. Sono qua con Claudia Virginia Vitari, una delle artiste che hanno presentato la loro opera all'interno di questa rassegna. Claudia, raccontaci un po' della tua opera. [00:00:41] Speaker C: La mia opera si chiama Identità interstiziali ed è nata a Berlino, osservando l'occupazione di una piazza che c'è a Berlino che si chiama Oranienplatz. e nel 2014 è stata occupata da persone richiedenti asilo, provenienti soprattutto da paesi africani che erano passati attraverso l'Italia e poi arrivati in Germania. Si chiama identità interstiziali perché viene richiesto a queste persone di crearsi una nuova identità dal paese ospitante, però sono racchiuse in un interstizio perché non possono andare avanti con la loro vita a causa della burocrazia. [00:01:21] Speaker A: Che collegamento ha questa tematica con la tematica di Segrete, ovvero la resistenza e la memoria? [00:01:27] Speaker C: Dunque, la curatrice di Segrete è Virginia Monteverde. Un'altra curatrice che mi ha portata qua, che ha fatto il collegamento, si chiama Luisa Catucci. Lei fa più un discorso proprio sui luoghi di costrizione del corpo e della mancanza di identità, fatto che l'individuo viene ridotto a numero in un certo senso. [00:01:55] Speaker A: Quindi c'è proprio un'analogia tra quello che è successo e quello che è successo nel 1938 al 45. [00:02:04] Speaker C: Sì, tanto è vero che con il gruppo di attivisti con cui ho anche lavorato a Berlino, noi i centri di accoglienza li chiamiamo Lager in tedesco perché sono luoghi di raccolta di persone, di esseri umani. Lager è un magazzino, Ecco, una cosa. [00:02:21] Speaker A: Che mi sono scordato di dire, te abiti a Berlino. [00:02:24] Speaker C: Sì. [00:02:25] Speaker A: Quindi la senti una certa influenza di quello che è successo nella cultura tedesca? [00:02:32] Speaker C: Tu dici quello che è successo in passato o quello che sta succedendo adesso? [00:02:36] Speaker A: Anche adesso, volevo farti anche poi una domanda su quello, ma ne parliamo dopo. [00:02:41] Speaker C: Sì, perché sono connesse le cose in realtà. Fino a pochissimi anni fa i tedeschi si vergognavano moltissimo della loro storia e di tutto quello che è successo in passato. [00:02:53] Speaker A: Giustamente, aggiungerei. [00:02:54] Speaker C: Giustamente, ovviamente. Da qualche anno a questa parte invece c'è molto più razzismo. Ci sono tantissimi che votano a FD e questo fa sì che tanti pensano che sia possibile dire determinate cose che prima non si sarebbero mai sognati di dire. [00:03:10] Speaker A: Che ricordiamo agli ascoltatori è il partito di estrema destra tedesco, che tra l'altro ha vinto le elezioni europee, quindi brutta storia, mettiamola così, brutta brutta storia. Claudia, io ti ringrazio per questa breve intervista e spero che Segrete sia una bella esperienza per te. [00:03:28] Speaker C: Grazie.

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